Il rapporto 2012 sulla qualità dell’ambiente urbano

Il rapporto 2012 sulla qualità dell’ambiente urbano

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), ha pubblicato integralmente, sul sito istituzionale www.isprambiente.gov.it, il rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” (edizione 2012).L’obiettivo dello studio, curato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e dell’Anci, è sintetizzato nella presentazione curata dal presidente dell’Ispra Bernardo D L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), ha pubblicato integralmente, sul sito istituzionale www.isprambiente.gov.it, il rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” (edizione 2012).

L’obiettivo dello studio, curato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e dell’Anci, è sintetizzato nella presentazione curata dal presidente dell’Ispra Bernardo De Bernardis: “Si vuole, così, fornire un quadro oggettivo ed evolutivo della situazione ambientale del nostro Paese, sempre più adeguata a soddisfare le esigenze di solide basi conoscitive per meglio programmare le politiche ambientali per la tutela ed uno sviluppo sostenibile del territorio e per offrire una informazione sul reale livello di qualità dell’ambiente in cui viviamo”.

Tommaso Sodano, delegato Anci alle Politiche Ambientali, nella premessa aggiunge: “I dati contenuti in questa ultima edizione del Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano ci riferiscono, nonostante i limiti imposti dall’attuale momento congiunturale, un costante impegno a livello locale verso scelte orientate alla sostenibilità, seppur con differenze a livello territoriale. Ad esempio, sul fronte della mobilità si è registrato nell’ultimo quinquennio analizzato in molti comuni una diminuzione del numero di auto private in circolazione con un aumento dell’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico; complessivamente diminuisce la produzione dei rifiuti ed aumenta il valore della raccolta differenziata; il trend dei consumi di acqua per uso domestico è in generale calo nelle 51 città analizzate. Certamente il lavoro da svolgere è ancora molto, in particolare se si riflette su quanto i fenomeni atmosferici sempre più estremi evidenzino, qualora ce ne fosse il bisogno, la necessità di una gigantesca opera di riqualificazione del territorio, di risanamento ambientale, che possa anche prevenire i guasti provocati da una scarsa cultura di attenzione alla qualità nella crescita urbana”.

VIII Rapporto “Qualità dell’ambiente urbano” (Edizione 2012)